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	<title>Attualità Archivi - Clinicamente</title>
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	<description>Psicologia per tutti</description>
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	<title>Attualità Archivi - Clinicamente</title>
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		<title>Psicologia sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinic4M3nte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 20:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[bonus psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Psicologia sostenibile L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha definito la salute come “Uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, sottolineando così l’importanza della salute mentale, all’interno di una concezione bio-psico-sociale dell’individuo. Il 10 ottobre 2022 inoltre, in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale, l’OMS ha scelto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Psicologia sostenibile</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha definito la salute come “Uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, sottolineando così l’importanza della salute mentale, all’interno di una concezione bio-psico-sociale dell’individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 10 ottobre 2022 inoltre, in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale, l’OMS ha scelto il messaggio “<em>Non c’è salute senza salute mentale</em>”, allo scopo, da un lato, di superare lo stigma che ancora oggi circonda il disagio psichico e il desiderio di prendersi cura del proprio mondo interiore e, dall’altro, di sottolineare che la cura psicologica è un diritto per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’aiuto psicologico in Italia:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente in Italia la domanda di aiuto psicologico è molto elevata: secondo un’indagine del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la percentuale di persone che in questo periodo si sono rivolte a uno psicologo è salita dal 40 al 62%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pandemia negli ultimi tre anni e l’attuale crisi legata al conflitto in Ucraina hanno avuto il doppio effetto di influire negativamente sul benessere psicologico, causando l’incremento di&nbsp;&nbsp;ansia, depressione, stress e altre condizioni di fragilità e, contemporaneamente, sulla disponibilità economica che permetta di beneficiare dell’aiuto di professionisti della salute mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne è una riprova l’altissimo numero di richieste che sono state fatte per il Bonus psicologo. Per venire incontro a questa emergenza, infatti, lo Stato ha stanziato dei fondi per un contributo a copertura delle spese per sedute di psicoterapia. Si è verificato, però, un boom di richieste, oltre 340 mila, tanto che ha potuto essere soddisfatta solo circa una domanda su dieci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale la domanda di aiuto psicologico viene letta come una domanda individuale, che non&nbsp;&nbsp;trova una sufficiente risposta nei servizi pubblici o privati, con scarsa attenzione al tema della sostenibilità non solo monetaria, ma economica in senso lato. Poiché i servizi pubblici sono saturi, e carenti di Psicologi viene spesso privilegiato l’intervento in contesti privati e individuali. In questo modo, però, la richiesta di aiuto è sempre più condizionata da fattori culturali ed economici. È importante quindi tenere conto dei fattori sociali e ambientali che possono limitare la possibilità delle persone di accedere a servizi di psicologia. Da qui nasce il bisogno di rendere effettivamente fruibili i servizi psicologici a chiunque ne faccia richiesta. Lo scopo è quello di facilitare l’accesso, indipendentemente dalla disponibilità economica e dall’estrazione sociale, offrendo un servizio di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’attività di psicologia sostenibile dell’Associazione clinicaMENTE a Milano:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per venire incontro a queste esigenze, l’Associazione clinicaMente propone percorsi di psicoterapia a prezzi sostenibili. Questa rappresenta infatti la prima mission per cui l’Associazione si è costituita, che fin dal 2014, a partire dalla constatazione dell’insufficienza dell’aiuto psicologico nel contesto ospedaliero, si è adoperata per creare sul territorio una rete di psicoterapeuti dove i pazienti&nbsp;&nbsp;potessero usufruire di supporto psicologico a prezzi sostenibili. Attualmente le attività di promozione sociale dell’Associazione si sono ampliate, ma la sostenibilità rimane il filone centrale da cui fluiscono anche le altre proposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incontri vengono svolti in presenza o online da un’equipe di psicologi e psicoterapeuti con formazione a orientamento psicodinamico, un approccio indicato per il trattamento di una vasta gamma di problematiche, a partire da disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi psicosomatici e problemi relazionali, fino ai disturbi della personalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come fare richiesta:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiunque senta la necessità di intraprendere un percorso di aiuto psicologico, ma non possa permettersi di sostenere le tariffe ordinarie, può contattarci e usufruirne diventando SocioAmico di clinicaMente, come spiegato sulla nostra pagina Psicologia sostenibile. Naturalmente verrà tenuta in considerazione la clausola economica, senza necessità di presentare l’ISEE, ma sulla base di un criterio di fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo è quindi diffondere la cultura psicologica, così che sempre più persone possano venire a conoscenza di percorsi di cura che non riguardano soltanto la dimensione fisica, in quanto spesso la vergogna e la non comprensione nascono da una disinformazione riguardo a queste tematiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nell’ottica di solidarietà che è alla base di un’Associazione di promozione sociale, l’obiettivo principale consiste nel rispondere alla una domanda di aiuto che può provenire da ognuno, a prescindere da reddito, situazione lavorativa o condizione sociale, rendendo la psicoterapia accessibile e sostenibile per tutti.</p>
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		<title>La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinic4M3nte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 11:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La CAA comprende approcci e strategie volti a migliorare le capacità espressive di persone che presentanodifficoltà nella comunicazione. In realtà è molto più di questo, in quanto si tratta di un approccio allapersona nel suo complesso. Poter scegliere e raccontare, infatti, è vitale per gli individui. La CAA stimola lefunzioni di richiesta e di scelta [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>La CAA comprende approcci e strategie volti a migliorare le capacità espressive di persone che presentano<br>difficoltà nella comunicazione. In realtà è molto più di questo, in quanto si tratta di un approccio alla<br>persona nel suo complesso. Poter scegliere e raccontare, infatti, è vitale per gli individui. La CAA stimola le<br>funzioni di richiesta e di scelta attraverso diverse modalità, come programmi comunicativi sul pc o sul<br>tablet, ma anche, parallelamente, strumenti cartacei come tabelle di immagini simboliche e foto. Ciò<br>permette alla persona di poter compiere delle scelte ed esprimere delle richieste, e questo aumenta<br>autostima e incisività e organizza il pensiero, oltre che l’azione. Le immagini, infatti, chiariscono significati,<br>diminuiscono la ripetitività e le stereotipie e rappresentano un canale comunicativo universale. Poter<br>scegliere, ad esempio, anche piccole cose, come il gusto del succo di frutta, o il luogo dove fare una<br>passeggiata, o cosa mangiare, significa esprimere il proprio diritto all’autodeterminazione.<br>Per consentire alla persona, inoltre, di poter parlare di sé e raccontare le proprie esperienze, vengono<br>costruite tabelle comunicative tematiche relative a luoghi, persone e attività, un raccoglitore con le<br>immagini delle esperienze importanti, da mostrare agli altri o da riguardare come un album dei ricordi, e, a<br>volte, anche una presentazione scritta chiamata “passaporto comunicativo”, che contiene alcune<br>informazioni fondamentali sulla persona e sul suo modo di comunicare.<br>È importante distinguere tra produzione e comprensione del linguaggio, in quanto al giorno d’oggi la<br>convinzione “non parla, quindi non capisce” è ancora molto diffusa, mentre in alcuni casi i deficit anche<br>gravi nella produzione, è associata una solo minima compromissione della comprensione.<br>Quando si parla di disturbi della comunicazione e del linguaggio non si deve dimenticare che ogni persona,<br>indipendentemente dal grado di disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la<br>comunicazione e il linguaggio, le condizioni della sua vita.<br>In quest’ottica, la CAA ha come obiettivo principale quello di accrescere il livello di partecipazione attiva<br>delle persone con disturbi comunicativi, permettendo loro di essere protagoniste della propria vita.<br>La CAA si riferisce a un’area di ricerca e di pratica clinica ed educativa, studia e tenta di compensare<br>disabilità comunicative temporanee o permanenti, limitazioni nelle attività e restrizioni alla partecipazione.<br>Si preferisce sottolineare l’aggettivo “aumentativa”, in quanto la CAA non mira a sostituire ma ad<br>accrescere la comunicazione naturale, utilizzando tutte le competenze dell’individuo, includendo tutte le<br>vocalizzazioni e il linguaggio verbale esistente, ma anche gesti, segni, comunicazione attraverso ausili e<br>strumenti di tecnologia avanzata.<br>L’obiettivo finale di un intervento di CAA non è, però, trovare una soluzione tecnologica ai problemi di<br>comunicazione, ma consentire alle persone di coinvolgersi effettivamente ed efficacemente in diverse<br>interazioni e partecipare ad attività di loro scelta. L&#8217;oggetto è solo un mezzo, l’interesse principale<br>rimangono le persone e l’interazione tra esse.<br>È importante, infine, fornire opportunità significative per comunicare. Spesso, infatti, l’ostacolo principale<br>è rappresentato dalla mancanza di occasioni appropriate di interazione con gli altri. I problemi<br>comunicativi, associati a una vasta gamma di cause fisiche, sociali e ambientali, restringono e limitano la<br>possibilità di partecipare indipendentemente alla società. Lo scopo dei programmi di CAA, quindi, è quello<br>di migliorare la qualità della vita delle persone con bisogni comunicativi complessi, persone che, spesso,<br>non avevano nemmeno la consapevolezza di poter vivere meglio e più appieno di come stavano facendo.<br>A partire da queste riflessioni, l’Associazione clinicaMENTE ha dato avvio, tre anni fa, al progetto “IO PARLO<br>CON IL DITO”, con l&#8217;idea della tovaglietta comunicativa ispirata ai principi della CAA, in cui sono coinvolti i<br>seguenti partner: Comune di Milano, Epam, Fipe e Confcommercio al fine di diffonderla nelle attività di<br>ristorazione. La tovaglietta è un oggetto già presente nei locali e crediamo possa essere uno strumento di<br>facilitazione della relazione tra cameriere e persone con difficoltà di linguaggio e di inclusione sociale.</p>
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		<title>L&#8217;inaccettabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinic4M3nte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 15:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vita ci offre tante situazioni e condizioni inaccettabili. Se solo mi soffermo me ne vengono in mente tante ne cito alcune: la povertà in alcune zone del mondo e la ricchezza in altre, la libertà assoluta e la privazione altrettanto assoluta. La perdita del proprio benessere fisico, psichico e sociale detta comunemente “malattia” soprattutto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La vita ci offre tante situazioni e condizioni inaccettabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se solo mi soffermo me ne vengono in mente tante ne cito alcune: la povertà in alcune zone del mondo e la ricchezza in altre, la libertà assoluta e la privazione altrettanto assoluta. La perdita del proprio benessere fisico, psichico e sociale detta comunemente “malattia” soprattutto se grave, incurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultima è universale, umana e parte della nostra esistenza umana. Mi soffermo su questa condizione descrivendo i momenti che la caratterizzano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento iniziale del cammino di un malato è segnato dall’ingresso in ospedale. Un luogo complesso, fatto di tempi, attese, ruoli e un linguaggio non sempre comprensibile, ma a cui si risponde con reverenza e attenzione affinché si possa godere della simpatia di chi ti accoglie (medico, infermiere).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso non si comprendono i termini tecnici, e si rimane silenziosi fingendo di capire. Il personale ti fa diventare un numero, una malattia, perdi la tua identità, se sei genitore di un bambino ti chiamano “mamma”, lo fanno per comodità e per velocizzare ogni contatto forse perché memorizzare il nome è incompatibile con la quantità di pazienti e la scarsità di personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si accetta tutto non si protesta pur sentendo la frustrazione la paura di parlare, chiedere. Nel corso della permanenza si osservano usi e costumi, come l’orario dei pasti inaccettabile perché non si ha fame o perché il cibo è immangiabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritrovarsi a dormire all’improvviso insieme ad altre persone “dei perfetti sconosciuti” con cui si ha in comune il bisogno di guarire e di andare via al più presto. La relazione è senza filtri, spesso ci si da del “tu” e si entra velocemente in intimità: si mangia, si dorme, si usa lo stesso bagno, ci si racconta senza le solite formalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esami, le visite specialistiche per addentrarsi nel “facciamo gli accertamenti per capire cosa c’è”. E qui la produzione di vissuti, emozioni è tanta come: la paura, la sorpresa, l’attesa, l’euforia, la speranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione della diagnosi è il tempo della verità e spesso della tenuta soprattutto se la malattia è grave o come si usa nel gergo medico complessa. E’ un momento che cambia la vita è un ricordo che si imprime per sempre nella memoria e ogni volta che lo rievochi scandisci ogni vocale, ogni frammento di immagine con tutti i particolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ora, il tempo, i rumori, le parole usate, le posizioni, il numero delle persone presenti, le espressioni e tanto altro ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur essendo così ricco, catartico questo tempo è lasciato al buon cuore del medico, all’approssimazione e nulla viene preparato. E’ come se ti mettessero una bomba in mano, scoppia e poi devi ricomporti da solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovo inaccettabile tutto questo! E’ inaccettabile che nei reparti di oncologia, pediatria, ecc. non ci sia lo psicologo che sostenga la persona in questo cammino ricco di emozioni negative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un professionista che prepari un setting per la comunicazione della diagnosi, supporti gli operatori sanitari esposti continuamente alla sofferenza e alla desensibilizzazione emotiva. E’ inaccettabile che tutto questo si svolga in strutture ospedaliere di Milano e non solo che si presentano al mondo come eccellenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da cinque anni con il progetto “Psicologo in Hospital Kids” diciamo che è inaccettabile che un genitore, padre, madre che sia non abbiano un sostegno psicologico.</p>
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		<title>Un&#8217;Associazione di Promozione Sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinic4M3nte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 15:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi ritrovo spesso e soprattutto con i colleghi (Psicologi, Psicoterapeuti, ecc.) a spiegare cos&#8217;è un A.P.S., cosa fa, come nasce ecc. Un APS è una associazione che svolge attività di interesse generale e specifico a beneficio dei propri iscritti e di terzi avvalendosi prevalentemente del volontariato dei propri associati. Sono delle organizzazioni no-profit, quindi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mi ritrovo spesso e soprattutto con i colleghi (Psicologi, Psicoterapeuti, ecc.) a spiegare cos&#8217;è un A.P.S., cosa fa, come nasce ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Un APS è una associazione che svolge attività di interesse generale e specifico a beneficio dei propri iscritti e di terzi avvalendosi prevalentemente del volontariato dei propri associati. Sono delle organizzazioni no-profit, quindi di natura non commerciale, che vuol dire che tutte le entrate derivanti da attività, progetti devono essere ripartite trai soci che si adoperano e investite. Una delle modalità usate dalle APS per autofinanziarsi sono la raccolta fondi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Lo statuto è il documento legale in cui sono riportate tutte le informazioni e indicazioni a cui ogni associato aderisce a cui si deve attenere, gli organi previsti sono il consiglio direttivo, il presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le attività che per legge si possono svolgere sono di carattere sociale, socio-sanitario, di informazione, beneficenza rivolte a persone bisognose, è possibile che le attività vengano elargite in Istituzioni con cui si stabilisce un rapporto di collaborazione/convenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le APS sono costituite da un gruppo di persone attive e motivate (soci ordinari) verso la mission come nel nostro caso la promozione e informazione sull&#8217;aiuto psicologico alla persona e al gruppo che si riuniscono periodicamente per ragionare su idee, progetti e problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le APS rappresentano un ponte tra persone, professionisti e il mondo sociale, e sopperisce alle mancanze, insufficienze del welfare. Recentemente è stata emanata una legislazione sulle APS definita “ riforma del terzo settore” che da un maggiore valore giuridico e riconoscimento istituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Particolarmente ridotta è la partecipazione ad associazioni di tipo sociale in Italia (3%, contro il 13% degli USA, il 14% della Gran Bretagna).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Credo sarebbe utile e istruttiva per i neolaureati, i neo-specializzati di psicologia e anche di altre discipline far parte di un APS, perché è un esperienza in cui si è protagonisti di un idea e si prova a realizzarla svincolati da un riconoscimento economico. Le idee, gli spunti sono materiali che possono essere valorizzati in una dimensione creativa come l&#8217;APS e realizzabili nella sua cornice organizzativa e legale. Un esperienza di scoperta individuale in gruppo di nuovi orizzonti.<br>E&#8217; per questo che ai giovani e meno giovani rivolgo l&#8217;invito di entrare a farvi parte.</p>
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